L'uva da tavola di Puglia

Orofruit è orgogliosa di poter proporre ai propri clienti l’eccellenza a livello nazionale rappresentata dall’uva da tavola di Puglia dell’azienda agricola Turenum di Trani. Un prodotto gustoso proveniente da una zona contraddistinta da una storia antica e non comune, la Magna Grecia che ha consacrato nei suoi poemi la vite come pianta sacra a Dioniso, come dono generoso del cielo. I suoi grappoli hanno infatti una storia molto antica...

La vite europea, conosciuta anche come vitis vinifera, è una pianta di origine in realtà eurasiatica. Pare origini della zona oggi compresa pressappoco tra Georgia, Armenia e Azerbaijian. Il primo uso dell’uva sembra sia avvenuto nel Neolitico: nel Mediterraneo veniva usata per il vino, mentre nella zona del Caucaso come uva da tavola. Documenti scritti mesopotamici testimoniano il suo uso per produrre bevande inebrianti già nel III millennio a. C. Non si sa invece con precisione quando sia iniziato il suo uso nella nostra penisola: le prime testimonianze archeologiche risalgono a X secolo a. C., ma probabilmente l’uso è già affermato da molto tempo.

La vite è presente in quasi 50 paesi al mondo. Più di metà della produzione mondiale si concentra però in Europa (Italia, Francia, Spagna). Il suo areale spontaneo comprendeva solo l’emisfero boreale: Africa del sud, Australia e Sudamerica l’hanno conosciuta solo grazie all’opera dell’uomo.

Sono molte le specie di vite che vengono coltivate dall’uomo, sia per produrre vino, sia per produrre uva da tavola. La famiglia delle Vitacee, genere Vitis, si suddivide però in due sottogeneri principali: Euvitis e Muscadinia. Al sottogenere Euvitis appartengono sia specie eurasiatiche che specie americane, mentre al genere Muscandiania solamente specie nordamericane.

Gran parte delle viti coltivate in Europa derivano dalla specie Vitis vinifera, che comprende due sottospecie: Vitis vinifera sativa (uva coltivata) e Vitis vinifera silvestris (vite selvatica che si può trovare in Europa, Asia, Africa). Le viti coltivate si suddividono, a risalire le linee di selezione percorse dalla storia, in due gruppi: viti orientali (caspiche e centro-asiatiche) e viti occidentali, (pontiche o mediterranee).

Nel periodo compreso tra il 1858 e il 1862 comparve in Europa la Fillossera della vite (Viteus vitifolii (Fitch) (Rincoti, Fillosseridi), afide proveniente dal Nord America, che si diffuse rapidamente in tutte le zone viticole dimostrandosi esiziale per i pregiati vitigni europei. In Italia arrivò nel 1879 (in provincia di Como e di Milano, e nell'anno successivo in provincia di Caltanissetta e Messina). Durante il suo progressivo espandersi nella penisola italiana distrusse due milioni di ettari di vigneti. Le radici della vite europea, a differenza di quella americana, sono sensibili alle punture della Fillossera. I tessuti radicali subiscono una grave disorganizzazione, spesso aggravata da successivi insediamenti di microrganismi patogeni. La pianta deperisce notevolmente e quindi muore. Il problema della Fillossera, gravissimo per la viticoltura europea, diede luogo sul finire dell'800 alla promulgazione di tutta una serie di misure contenitive e di lotta, dimostratesi però inefficaci. Esso venne risolto mediante l'innesto della vite europea, produttrice di vini di qualità, su piede di vite americana o di suoi ibridi, resistenti agli attacchi della Fillossera: tale metodo è tuttora di generale applicazione.